Disinfestazione insetti striscianti

  • Blatte
  • Processionarie
  • Formiche
  • Cimici dei letti
  • Pulci
  • Zecche

Vedi anche...

Blatte

Le blatte che infestano le nostre aree geografiche si dividono principalmente in 4 diverse specie:

  • Blatta Americana
  • Blatta Supella Longipalpa
  • Blatta Germanica
  • Blatta Orientalis

Per gli approfondimenti sulle caratteristiche di ognuna CLICCA QUI.

Processionarie

Processionarie Del Pino

La processionaria è un insetto dell’ordine dei lepidotteri, della famiglia Notodontidae e comprende circa 40 specie diverse; tra queste le più diffuse nel nostro paese sono: la processionaria del pino (Thaumetopoea pityocampa) e la processionaria della quercia (Thaumetopoea processionea). Il loro nome comune, “processionaria”, deriva dal modo di camminare aggregate,
agganciate una all’altra, formando la caratteristica fila indiana, quasi fosse una processione. É singolare che alla testa del gruppo ci sia sempre un individuo di sesso femminile.
Affidarsi a dei professionisti nella disinfestazione da processionarie è di notevole beneficio sia per gli esseri umani a rischio, che per le specie vegetali coinvolte. Noi di Eco Roma Disinfestazioni combattiamo la processionaria da anni su tutta Roma e Provincia, promuovendo i rischi da reinfestazione ed eliminando con efficacia la diffusione di questo dannoso insetto.

Aspetto e Biologia

Di entrambe le specie il momento del ciclo biologico più rischioso per l’uomo è quello in cui le larve fuoriuscendo dal proprio nido cominciamo a muoversi in cerca di cibo.
Questa fase coincide con l’inizio della primavera e perdura fino a maggio, quando, mature, si interrano e si imbozzolano per poi uscirne a luglio sotto forma di farfalle pronte per l’accoppiamento.
In alcuni casi possono iniziare ad uscire dai nidi già dal mese di febbraio, secernendo dietro di loro una sostanza urticante che al solo contatto provoca dermatiti ed allergie di media ed elevata gravità.

Rischi da Infestazione

Entrando in contatto diretto con questi bruchi, accidentalmente o per pura curiosità (si pensi ai bambini incauti che giocano nei
parchi a primavera), si possono subire gravi danni causati dalla penetrazione dei peli nella cute. I peli e le setole
della processionaria sono altamente urticanti, possono provocare eritemi temporanei e choc anafilattici nei casi più gravi.
Toccando zone del corpo più sensibili, come occhi, naso, bocca o vie respiratorie le conseguenze si complicano notevolmente.
Tuttavia questo insetto è altrettanto distruttivo e pericoloso anche da fine agosto a gli inizi dell’inverno. In questo periodo le uova, fissate ai rami degli alberi, si schiudono, e le larve appena nate, dotate di forti mandibole, cominciano a rodere gli aghi dell’albero.
Defogliano interi rami rifugiandosi sino alla fine di settembre in nidi resistenti ad isolanti dai rumori e dal freddo, che proteggeranno le larve per tutto l’inverno. Gli alberi presi di mira (le querce e tutte le specie di pino, soprattutto il p.nero, il p.silvestre, ma anche larici e cedri) vengono completamente devastati e debilitati, rendendoli più soggetti ad ulteriori attacchi parassitari. In caso di giornate ventose i peli delle processionarie possono svolazzare nell’ambiente scaturendo reazioni allergiche ed epidermiche.
Le zone infestate possono trovarsi sia all’interno di boscaglie, ma anche in parchi pubblici e in giardini scolastici. I bambini sono
spesso incuriositi dalla presenza di queste file di insetti e possono sviluppare facilmente irritazioni cutanee. Per questo, nel nostro paese, dal 1998 combattere la processionaria è obbligatorio per legge, affidarsi a Eco Roma Disinfestazioni è una garanzia!

Formiche

Le formiche nere

Le formiche nere fanno parte della famiglia degli imenotteri, hanno un corpo lungo 4-10 mm di colore nero brillante, sono diffuse in tutta Europa, ed è frequente trovarle nei giardini e nei prati.
In ogni formicaio vive almeno una regina, che depone le uova e che viene curata e nutrita.
I maschi e le giovani regine possiedono ali e alla fine dell’estate si accoppiano in volo e in questo periodo è possibile osservare anche sciami molto numerosi.
In alcune specie le nuove regine rimangono nel nido e contribuiscono alla crescita della colonia di origine.

Ciclo Riproduttivo e Biologia

Nella maggior parte dei casi maschi e femmine (fertili ed alate) escono dai nidi distribuiti su di un’area anche ampia e volano verso il luogo di congregazione, a volte nel medesimo luogo in anni differenti. Questi voli nuziali possono sovente verificarsi dopo un evento climatico.

  • La formica Regina vive dai 15 ai 20 anni
  • Le formiche operaie vivono dai 5 ai 6 anni
  • I maschi muoiono dopo l’accoppiamento

Interventi consigliati

Disinfestazione Formiche con Prodotti Gel o Granulare (Attrattivo Alimentare)

La disinfestazione contro le formiche richiede un trattamento sistematico.
Il riconoscimento della specie, come sempre, è importante per ricavare informazioni circa il comportamento e la probabile localizzazione dei nidi, le preferenze alimentari (per scelte tra esche a base zuccherina o a base proteica).
Le formiche operaie nutrono le larve rigurgitando nella loro bocca piccole gocce di cibo. Per questa particolarità un intervento di disinfestazione allo scopo di debellare un formicaio non può essere eseguito né mediante fumigazione, né con interventi di irrorazione a bassa pressione.
L’unico intervento di disinfestazione efficace è possibile esclusivamente mediante l’ausilio di pesticidi a base di sostanze alimentari adescanti che una volta ingurgitate dalle formiche operaie vengono trasportate all’interno del formicaio e in maniera indiretta possono giungere fino alla formica regina.
Il decesso della formica regina genera il caos all’interno del formicaio disperdendo le formiche superstiti e portandole ad abbandonare il sito.

Norme Comportamentali e Prevenzione

  • Modifica dell’ambiente per renderlo non favorevole allo sviluppo delle colonie (eliminazione delle perdite d’acqua, eliminazione delle fonti di cibo).
  • Interventi meccanici: chiusura e sigillatura di crepe, fessure, passaggi. Sfalcio regolare o rimozione della vegetazione attorno agli edifici.
  • Interventi chimici: utilizzo di formulati ed azione residuale (o esche): polvere secca nelle fessure (intercapedini) formulati liquidi fatti percolare all’interno dei nidi esche basate su regolatori di crescita.

Cimici dei letti

Morfologia

L’adulto di colore rosso-brunastro è lungo circa 6 mm e si presenta schiacciato dorso-ventralmente. Ciò rende l’insetto abile nell’infilarsi in ogni più piccolo recesso.
La testa è dotata di due occhi composti, un paio di antenne dotate di recettori sensibili al calore e a determinati composti chimici, come l’anidride carbonica.
L’apparato boccale è di tipo pungente succhiante. I pezzi boccali si sono adattati e trasformati nel corso dell’evoluzione in un rostro allungato in grado di penetrare la cute dell’ospite e di aspirare il sangue durante il pasto di sangue.
Il torace presenta delle caratteristiche espansioni laterali. Dorsalmente sono presenti una coppia di squame cutanee, dette emielitre, che rappresentano delle ali vestigiali.
L’addome è costituito da 11 segmenti tenuti insieme da membrane intersegmentali dotate di un notevole grado di stiramento, favorendo durante il pasto di sangue la distensione dell’addome e l’accumulo nell’apparato digerente di una notevole quantità di sangue.
Le forme giovanili immature, chiamate neanidi o ninfe, si possono facilmente distinguere dagli adulti per le ridotte dimensioni, un minor grado di sclerotizzazione del tegumento (minore negli stadi giovanili più immaturi), l’assenza degli organi riproduttivi, e altre caratteristiche morfologiche di minore evidenza.

Pulci

Le pulci

Esistono oltre 1.500 specie di pulci delle quali il 95% vive sui mammiferi.
La forma di questo insetto è molto appiattita, ciò gli consente di muoversi con agilità tra la fitta peluria dell’ospitante.
Le pulci sono animali di piccole dimensioni, totalmente atteri, cioè privi di ali. Le pulci Possiedono un esoscheletro compatto e robusto e 3 paia di zampe, tra le quali quelle posteriori molto sviluppate e forti che permettono alle pulci di spiccare salti notevoli rispetto alle loro piccole dimensioni. Ogni pulce è dotata di apparato pungente e succhiatore, per cui possono definirsi insetti ematofagi.
Il loro stile di vita è parassitario, si nutrono del sangue dell’ospitante ma non depositano su di esso le uova. Le pulci infatti preferiscono ambienti caratterizzati da scarsa pulizia e con presenza di detriti organici dei quali le larve possono nutrirsi.
Tra i locali più frequentati, oltre a magazzini e cantine abbiamo certamente i giacigli di cani e gatti. Durante l’inverno la pulce si “impupa”, ovvero si chiude in un bozzolo all’interno del quale è in grado di sopravvivere a digiuno per più di un anno, ma, al sentire delle vibrazioni provocate dal passaggio di un animale la pulce esce immediatamente dal bozzolo per avventurarsi sulla preda e consumare il pasto di sangue. Nelle abitazioni, a causa della presenza di animali domestici e sovente di pavimentazione ricoperta di moquette sulla quale permangono inevitabilmente detriti organici, è facile il manifestarsi di infestazioni da pulci, potenziali vettori di svariate malattie tra cui la peste bubbonica dovuta in genere le scarse condizioni igieniche associata alla presenza di topi e ratti.

Senza arrivare alla peste è bene ricordare come le pulci possano essere vettori di staphilococco e tifo murino nonché un’altra mezza dozzina di agenti patogeni dannosi per l’uomo e i suoi animali domestici.

Fra le specie più comuni abbiamo:

  • Ctenocephalides felis (parassita del gatto)
  • Ctenocephalides canis (parassita del cane)
  • Pulex irritans (parassita dell’uomo)
  • Nosopsyllus fasciatus e Xenopsylla cheopis (parassiti del ratto).

Lo sviluppo delle pulci è uno sviluppo completo con metamorfosi partendo dalla deposizione delle uova e passando per 3 stadi:

  • Le uova si schiudono tra 1 e 6 giorni
  • La vita larvale si sviluppa in un periodo compreso tra 5 ed 11 giorni
  • La larva matura secerne della seta con cui crea un involucro in cui si trasforma in pupa

L’adulto emerge circa 5 giorni dopo la formazione ma se persistono condizioni sfavorevoli può ritardare di alcuni mesi

In presenza di ospiti le pulci femmina possono vivere per più di tre mesi e produrre sino ad un massimo di 24 uova al giorno. La modalità con cui le pulci compiono il proprio ciclo biologico spiegano perché in una casa lasciata vuota per due settimane, i proprietari possono trovare un’infestazione da pulci poco tempo dopo essere rientrati in casa senza aver percepito, alla partenza, la presenza delle pulci.

Sebbene per gli animali domestici, come cani e gatti, esistano prodotti veterinari repellenti antiparassitari di vario genere che contrastano l’infestazione da parte di pulci e sono in grado di allontanarle dagli animali, questi prodotti non difendono assolutamente il proprietario o l’abitazione che, quando interessata dal fenomeno, deve assolutamente essere disinfestata.
La loro presenza viene rivelata controllando tappeti e divani che rappresentano il nido preferito dalle larve. Per questo motivo è necessario una cura particolare nel pulire ed disinfestare gli ambienti in cui sono presenti animali domestici.
Eco Roma Disinfestazioni dispone di tutte le conoscenze tecniche relative al ciclo riproduttivo di questi parassiti, alla tipologia di minaccia da combattere e ai comportamenti delle pulci per una totale e completa disinfestazione dell’ambiente da trattare.
Nell’esecuzione di una disinfestazione dalle pulci è importante sapere che gli individui adulti rappresentano solo una piccola parte, quella visibile, dell’intera popolazione presente nell’area infestata; la maggior parte dell’infestazione è infatti costituita da pulci allo stadio di uova, larve e pupe, che non si vedono.
Se le pulci sono particolarmente numerose, gli interventi eseguiti con i soli prodotti aerosol possono non dimostrarsi sufficientemente efficaci e dovrà essere necessario ripetere più applicazioni. Maggiore efficacia presenta invece la tradizionale applicazione di un insetticida liquido sul pavimento e sulle altre superfici infestate.
Solo dopo questo primo intervento, i disinfestatori professionisti della ditta di disinfestazione Eco Roma Disinfestazioni potranno eseguire una fine dispersione dell’insetticida nell’area infestata mediante un nebulizzatore elettrico o con un formulato fumogeno o con una apparecchiatura termonebbiogena.

Zecche

Le zecche sono artropodi adattati alla vita parassitaria. Si comportano pertanto da parassiti esterni di mammiferi, uccelli e rettili e da questi ricavano pungendo e succhiando, il sangue necessario al loro sviluppo.
Le zecche si suddividono in due gruppi ben distinti: gli Ixodidi (zecche a corpo duro) e gli Argasidi (zecche a corpo molle). Entrambi i gruppi sono importanti vettori di agenti patogeni (virus, batteri, rickettsie, protozoi) pericolosi per l’uomo ed altri animali.
Una delle malattie più note trasmesse dalle zecche è la malattia di Lyme.
 
Ixodidi: zecche dure
 
Dopo la schiusa dall’uovo questo tipo di zecca attraversa tre fasi: larva neonata dotata di tre paia di zampe, ninfa dotata di quattro paia di zampe, adulto dotato di quattro paia di zampe.
Per passare da un ciclo al successivo la zecca assume un solo pasto di sangue. Le uova sono deposte, un’unica volta, dalla femmina matura. Dopo la deposizione delle uova la femmina muore. L’assunzione del sangue dall’ospite avviene molto lentamente, infatti le zecche dure possono rimanere attaccate allo stesso animale per giorni o per settimane, in funzione della specie di zecca e del tipo di ospite. Una caratteristica particolare delle zecche è la capacità di sopravvivere per alcuni mesi senza alimentarsi se si trova in un ambiente con condizioni favorevoli.
Le zecche compiono il proprio ciclo in un periodo di tempo variabile da meno di un anno nelle aree tropicali a oltre tre anni nei climi freddi. Le zecche dure per raggiungere l’animale ospite si arrampicano sulla vegetazione e qui attendono il momento di farsi cadere sull’ospite. L’arrivo dell’ospite è riconosciuto grazie alla capacità di ricevere alcuni segnali dall’ambiente: emissione di anidride carbonica, calore e trasmissione di vibrazioni.
Per campionare un’area alla ricerca delle zecche si utilizzano dei tessuti chiari di lana o flanella, tenuti aperti e fatti scorrere sulla vegetazione affinché le zecche vi aderiscano. In seguito sul tessuto si effettua la ricerca delle zecche.
L’apparato boccale della zecca è strutturato per poter forare l’epidermide ed agganciare il corpo della zecca alla pelle dell’ospite. Il rostro è dotato di uncini rivolti all’indietro e pertanto la zecca non deve essere strappata a forza dall’ospite per non causare la rottura del rostro sotto l’epidermide e il conseguente possibile sviluppo di infezioni.
 

Argasidi: zecche molli

Le principali differenze con le zecche dure si osservano per via del differente sviluppo: le zecche molli si sviluppano attraverso numerosi stadi ninfali.
Ad ogni stadio successivo si avvicinano sempre di più alla forma dell’adulto. Durante ciascuno stadio di sviluppo le zecche molli assumono più volte il loro pasto di sangue e le femmine mature sono in grado di deporre le uova più volte durante la loro vita. Il ciclo di sviluppo delle zecche molli è solitamente più lungo di quello delle zecche dure e può durare svariati anni. Non è ancora compreso il meccanismo tramite cui le zecche molli possono sopravvivere svariati anni senza assumere il pasto di sangue.
Spesso le zecche molli attendono l’ospite in luoghi riparati: caverne, tane scavate nel terreno, nidi di volatili. La zecca molle si alimenta sull’ospite per brevi periodi di tempo che possono variare da pochi minuti di tempo a giorni. Per alcuni aspetti il loro modo di alimentarsi è simile a quello delle pulci e delle cimici del letto.
Per monitorare rapidamente la presenza delle zecche molli possono essere utilizzate le trappole a ghiaccio secco che emettono anidride carbonica posizionate vicino al luogo ove gli animali ospiti sono soliti sostare.
 
Disinfestazione e Controllo delle zecche
 
Per fornire un esempio preso dalla pratica comune si esamina il controllo della zecca dura del cane Rhipicephalus Sanguineus. Per questa zecca particolare l’applicazione degli insetticidi ad azione residuale riveste un ruolo importante pari a quello delle modifiche che possono essere apportate all’ambiente per renderlo meno idoneo allo sviluppo della popolazione di zecche. Questa zecca infatti tende a colonizzare le aree attorno agli edifici frequentate dai cani. In queste aree diviene fondamentale l’eliminazione o il trattamento della vegetazione che la zecca utilizza per porsi in attesa dell’ospite.
Gli insetticidi utilizzati devono essere di tipo residuale ed è bene che vengano applicati nell’ambito dello stesso giorno in tutte le aree ove si presume vi siano le zecche. Per ambienti particolari quali suole di aerazione o intercapedini difficilmente raggiungibili si può fare ricorso a formulati in polvere secca distribuiti con idonei impolveratori. Il trattamento dei cani infestati deve essere affidato ai veterinari. Devono anche essere ricercate e trattate con attenzione tutte le fessure e crepe dove possono trovare rifugio le zecche.
A difesa delle abitazioni devono essere effettuati trattamenti con formulati ad azione residuale (a base di deltametrina, cipermetrina, clorpirifos) a difesa di finestre, porte, e ogni altro tipo di apertura.
Nel trattamento delle superfici esterne deve essere posta attenzione alla presenza di intonaci che possono offrire molti nascondigli alle zecche, ad esempio gli intonaci graffiati, o altri tipi di costruzione, es. muri con pietre a vista.
Il controllo delle zecche molli spesso deve essere associato alla ricerca dei nidi di uccelli da cui ha preso origine l’infestazione. A poco serve effettuare interventi insetticidi contro le zecche che stanno entrando nelle abitazioni dalle finestre se pochi metri più in alto continua lo sviluppo dell’infestazione.